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Avanguardie Artistiche
Futurismo (1909-1914)
Movimento artistico italiano fondato dallo scrittore e letterato, Filippo Marinetti, che nel 1909 ne pubblicò il Manifesto sul quotidiano francese "Le Figaro". Il Futurismo si rivolse ad un pubblico di massa, coinvolgendo tutte le discipline artistiche, dalla letteratura alla pittura, dall'architettura alla musica.
I futuristi rifiutavano gli accademisti, opponendosi ad ogni retaggio della cultura del passato. Costoro furono i fautori della modernità. Ciò che li affascinava particolarmente era la velocità, le macchine, le metropoli, i complessi industriali. Il movimento cessò di esistere verso il 1914.
Tuttavia, l'esperienza italiana esercitò una profonda influenza sulla vicenda creativa di molti artisti europei: ricordiamo in particolare, in Francia, Marcel Duchamp, Fernand Lèger e Robert Delaunay; ed in Russia, i costruttivisti, El Lissitskij, Vladimir Tatlin, Kazimir Malevic, e Natalja Goncarova.
In Italia, il Futurismo, nacque l'11 febbraio 1910, con la pubblicazione del Manifesto dei pittori futuristi, firmato da Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Gino Severini e Giacomo Balla, seguito a breve distanza, dal Manifesto Tecnico della pittura.
Nel 1912, si tenne a Parigi la prima mostra futurista. L'esposizione costituì una svolta nella storia dei principali esponenti del movimento, che prima di allora avevano coniugato tematiche nuove, con tecniche ancora in gran parte tradizionali; si vedero ad esempio: due dipinti del 1910, " La città che sale" di Boccioni (New York, Museum of Modern Art), e "Nuotatrici" di Carrà (Carnegie Institute, Pittsburgh, Pennsylvania), in cui non era più presente la fissità, la immobilità, ma al contrario era ritratto il dinamismo, il movimento caotico, che il modernismo aveva indotto, in ogni città. La conoscenza delle opere di Picasso e dei cubisti, diede l'impulso decisivo ai futuristi, per l'elaborazione di una tecnica, in grado di rendere il movimento dei corpi, la simultaneità degli eventi, la compenetrazione e la disgregazione degli spazi.
In "Materia" di Boccioni (1912, Milano, collezione Mattioli), la composizione non rispetta più il principio d'ordine delle proporzioni, e della profondità spaziale, ma risponde all'esigenza di rappresentare sul medesimo piano, elementi della realtà oggettuale. Il corpo possente della madre dell'autore, appare confuso tra i volumi delle case, e degli oggetti che lo circondano.
La gran parte dei pittori futuristi, si cimentarono nel tentativo di rappresentare simultaneamente, le diverse azioni e le successive posizioni di un soggetto in movimento, ottenendo in pittura, gli effetti simili a quelli della fotografia stroboscopica, o di una serie di scatti fotografici, realizzati in rapida sequenza e stampati su una singola lastra. Si pensi, ad esempio, ai dipinti di Gino Severini "Dinamismo di una danzatrice" (1912, Milano, Pinacoteca di Brera), "Geroglifico dinamico del Bal Tabarin" (1912, Metropolitan Museum, New York); e alle opere di Giacomo Balla "Rondini in volo" (1912, Albright-Knox Art Gallery, Buffalo), che nei suoi studi si ispirò alle ricerche di cronofotografia di Muybridge e Marey.
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