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Mondrian

Artisti Contemporanei


Mondrian Piet(1872-1944)


Astrattismo
Piet Mondrian, pittore olandese, nato ad Amersfoort, (Paesi Bassi) nel 1872. Divenne un eccellente e radicale esponente dell'astrattismo, nonostante avesse già avuto un passato come pittore figurativo. Malgrado l'opposizione della famiglia, studiò arte, frequentando l'Accademia di belle arti di Amsterdam. Alle sue opere giovanili appartengono sereni paesaggi naturalistici dipinti con delicate tonalità di grigio, malva e verde scuro. Influenzato dal Fauvismo, dal 1908, cominciò a sperimentare l'uso di colori più brillanti; ebbero così inizio i suoi tentativi di oltrepassare l'impostazione tradizionale della pittura, fondata appunto sulla riverenza del dato realistico, per giungere all'astrazione, attraverso un processo di elaborazione concettuale pittorica. Indicativa è la serie di alberi che iniziò a lavorare nel 1909 e che continuò a sviluppare per alcuni anni, fino al 1912, attuandovi un processo evolutivo, partendo dalla rappresentazione figurativa, per poi apportare sintesi stilistiche, e sviluppare infine le visioni geometriche frutto di studi accaniti. Trasferitosi a Parigi nel 1911, Mondrian elaborò uno stile ispiratogli dal cubismo, producendo alcuni lavori appartenenti alla serie "analitiche", come Alberi (1912-13) e Impalcature (1912-1914), in cui si allontanò man mano dal seminaturalismo, fino a dipingere con brevi pennellate verticali e orizzontali. Un'altra serie di lavori che dal naturalismo giunsero all'astrattismo fu quella del paesaggio marino che fini per diventare una composizione di tratti verticali e orizzontali simili ai segni matematici più (+) e meno (-), intitolata: Compositie in zwart en wit (1917). Tornato in Olanda nel 1914, aderì al movimento neoplastico e con il pittore olandese Theo Van Doesburg, fondarono "De Stijl", una rivista nella quale Mondrian, espose le sue teorie su una nuova forma d'arte che chiamò neoplasticismo in cui dichiarava che l'arte non avrebbe dovuto curarsi di rappresentare immagini di oggetti reali, ma esprimere solo gli assoluti universali sui quali si fonda la realtà attraverso dati primari e strutturali quali: la linea, il piano, il colore. Inoltre, come teorizzò nel suo scritto Il neoplasticismo del 1920 in cui si identificano elementi di idealismo tedesco e di teosofia, l'arte dovrebbe essere un mezzo di contatto tra l'uomo e l'universo. Attraverso le sue teorizzazioni, sviluppò un nuovo stile, in cui ridusse i colori a quelli elementari, cioè giallo, rosso e blu, e ai non-colori, cioè bianco, grigio e nero. Sostenendo che una tela, essendo una superficie(empirica) piana, doveva contenere solo elementi piani (matematici), infatti, abolì tutte le linee curve a favore di linee rette che s'incontravano a novanta gradi formando solo quadrati e rettangoli. Arrivò a risolvere in termini scientifici e matematici tutto ciò che in natura si esprime in altezza e larghezza, suddividendo la superficie per mezzo di coordinate verticali e orizzontali. L'applicazione delle sue teorie produsse opere, come Composizione con rosso, giallo e blu (in varie versioni, a partire dal 1921), nelle quali il dipinto, formato solo di poche linee nere e qualche zona di colore bene equilibrata, creando un effetto monumentale che a suo avviso doveva essere il risultato di rimandi esteriori della coscienza artistica, risolte con una proporzione metrica. Le linee che egli dipingeva fungevano da cesure ai colori che altrimenti si sarebbero influenzati l'un con l'altro dando percezioni visive differenti da come la luce li illumina singolarmente, infatti bisognava escludere rapporti di forza ed includere quelli metrici proporzionali. Con questo Piet Mondrian volle dimostrare che il colore non cambia se non attraverso la superficie che occupa e con la forma che esso va ad occupare. Mondrian ebbe sempre un approccio singolare nei riguardi dell'esposizione emotiva in arte, infatti riteneva cle ogni rappresentazione artistica non doveva mai trasmettere all'osservatore gli stati d'animo di chi l'aveva creata, ma soggettiva. Giunse a sostenere che l'arte in genere creata fino ad allora, era tutta tragica, perchè è il frutto di una forma catartica, emotivamente forte nel messaggio che rimanda, invece tutto doveva essere subordinato alla razionalità e concepire ogni cosa, attraverso uno spazio, che diviene energica se si includono i fattori morali, temporali ed estetici. Con questi chiari concetti che si identificavano nelle perfette concezioni di visione urbanistica, riuscì ad influenzare, le teorie architettoniche, soprattutto nella concezione di spazi vitali funzionali, più che sulle forme estetiche che divennero sempre meno articolate. Le sue teorie sull'astrazione e sulla semplificazione, non solo ebbero influenze sull'architettura, ma modificarono anche il corso della pittura, in particolare lo Stile Internazionale, sulla progettazione industriale e sulle arti grafiche. Possiamo quindi desumere che il cubismo per Mondrian, all'opposto di Delaunay, di Duchamp, Braque ed altri, fu esclusivamente un risultato razionale e di sintesi piuttosto cartesiana. Nel 1938, Mondrian fu a Londra, due anni dopo, nel 1940 si trasferì a New York, dove la sua maniera pittorica acquistò maggiore libertà e ritmo, e finì per abbandonare le rigorose linee nere, a favore di vivaci motivi a catena, in colori smaglianti, particolarmente evidenti nel suo ultimo capolavoro, Broadway Boogie-Woogie (1942-43, Museum of Modern Art, New York). Mondrian morì a New York 1944, fu uno degli artisti che godettero di maggiore seguito nel XX secolo.



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