Menu principale:
Artisti Contemporanei
Pollock Jackson(1912-1956)
Pollock, Jackson (Cody, Wyoming 1912 - Long Island, New York 1956), pittore statunitense, uno dei fondatori del movimento dell'espressionismo astratto. Durante l'adolescenza entrò in contatto con l'arte degli indiani navajo, e nel 1929 si trasferì a New York dove fu allievo di Thomas Hart Benton. Nelle sue opere giovanili, ispirate al naturalismo, si nota l'influsso della pittura murale messicana di David Alfaro Siqueiros e José Clemente Orozco (Paesaggio con cavaliere, 1933, Pollock Collection, New York). Trascorse molti anni viaggiando negli Stati Uniti, continuando a disegnare, e dalle esperienze surrealiste nacque la serie di quadri Senza titolo (1936-1937). Tra il 1938 e il 1942 fu attivo a New York, dove prese parte al Federal Arts Project. In questo periodo il suo stile divenne sempre più libero e astratto, come nella Lupa (1943, Museum of Modern Art, New York). Dopo il 1947, Pollock passò all'espressionismo astratto ed elaborò la tecnica dell'action painting (pittura d'azione) raggiungendo il livello più alto e ultimo dell'arte, in quanto egli sosteneva che dopo esso esisteva il nulla artistico, il vuoto esistenziale, ed ecco che si fa forte la presenza del dramma umano tra il proprio essere e sentire, e l'essere del mondo in una continuità ciclica che egli non sapeva spiegarsi se non attraverso il dramma. In Pollck era presente un forte dissenso per la veloce diffusione del progresso americano, veloce nella diffusione dell'informazione e della comunicazione sottomessa all'opera dell'artista dove tutto è già progettato. Si andava manifestando in egli una sorta di ribellione, culminata nel rifiuto dell'artista di fare arte, se non riducendola ad "Arte povera", col risultato che non si esprimere una realtà oggettiva o soggettiva, ma una catarsi utile a liberare la tensione che opprime l'uomo, frutto di una reazione forte da parte dell'artista intellettuale, contro l'artista tecnico, cioè il disegnatore industriale atto ad agevolare i prodotti di consumo quotidiano. Questo fu il risultato di un lungo periodo di tormentata ricerca, in cui è manifesto il malessere in una società sopraffatta dal benessere economico e industriale. Pollock, utilizzando asticelle e spatole, fa colare e gocciolare il colore a olio o lo smalto su grandi tele distese sul pavimento, si tratta di enormi lavori in cui egli gestisce il colore, ne dosa la quantità determinando con i propri gesti il guazzo di colore che essi formeranno cadendo sulla superficie orizzontale, lasciando naturalmente un certo margine di risultato anche al caso senza seguire un progetto iniziale, rompendo in questo modo gli schemi della pittura tradizionale. Inizialmente sarà egli a gestire il colore girando intorno alla tela e sopra, fino a che il colore non sarà sempre più fitto, costringendolo a movimenti frenetici e gestuali, come una danza orgiastica in cui è il ritmo a impadronirsi del danzatore giungendo a dominarlo totalmente, come un rito che unisce l'artista al suo lavoro con un automatismo nel segno, dentro cui è coinvolto tutto l'essere fisico e psichico in cui egli stesso è consapevole di essere uscito dalla metodicità e dalla stereotipia tipica dell'essere sociale ordinario, conscio del rischio a cui è sottoposto essendo un diverso nel labirinto della società frenetica,distaccandosene. I suoi materiali sono gli stessi che l'industria produce, smalti e vernici di tutte le qualità, dalle caratteristiche variegate, utilizzate per le vernici di copertura delle automobili o delle suppellettili casalinghe. Con la tecnica del dripping, Pollock eseguì complesse immagini cromatiche, come Occhi nel calore I (1946, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia) e Lucifero (1947, Museum of Modern Art, New York). Dagli scritti di Jung trasse con enorme convinzione che il centro dell'arte è l'inconscio che si nutre di forze vitali intime all'essere in quanto dotato di creatività divina, e che l'esistenza è motivata dal fare, evocato dal profondo. Dopo il 1950, il suo stile si modificò nuovamente facendosi meno fitta, l'artista cominciò a stendere su tele bianche delle sottili linee nere e marroni che si intersecavano. Tra i dipinti dell'ultimo periodo, Grigiore sull'oceano (1953, Solomon R. Guggenheim Museum, New York). In tutti i suoi lavori è custodita la forza che vige nell'universo e che fa muovere il vento, l'acqua, la luce e la nostra stessa esistenza che Pollock intesse in filamenti di colore, in grovigli, come tracce dell'inconscio decodificandone i messaggi che racchiude.

























































www.rosangelachirico.eu© - 2008/2010 - Tutti i diritti riservati |
||
|
Sito INTERAMENTE coperto da copyright. E' VIETATO il prelievo del materiale in esso contenuto senza l'autorizzazione dell'Artista! L'Artista rispetta l'intelligenza e la cultura di chi legge. Marchi e Loghi presenti sul sito sono registrati dai legittimi proprietari quindi Loro esclusiva proprietà. Prima di visitare il sito si consiglia di leggere la Liberatoria Legale e l'Informativa sulla Privacy |
||